Come era organizzata l’industria del tabacco in Ticino?
Oltre ai coltivatori di tabacco e alle fabbriche si crearono delle associazioni per meglio organizzare il commercio e la produzione del tabacco. C’erano organizzazioni strutturate, per la vendita e l’acquisto, forme di protezione come l’assicurazione contro la grandine, aiuto nello sviluppo, educazione. Un esempio è la CATI, Commissione di Acquisto dei Tabacchi Indigeni per il Ticino. I coltivatori erano legati alla FAPTA (Federazione svizzera delle associazioni dei coltivatori di tabacco) e i compratori di tabacco indigeno alla SOTA (Società cooperativa per l’acquisto del tabacco indigeno). La FAPTA aveva come scopo di difendere il prezzo del tabacco locale, migliorare i metodi di coltivazione ed essiccazione, la SOTA di regolamentare la produzione e la vendita di tabacco indigeno equilibrando la produzione alla domanda. Le due associazioni, spesso in contrasto per la determinazione dei prezzi, collaboravano per quelli che era la difesa dei diritti della tabacchicoltura indigena. A livello sia nazionale che regionale si organizzavano commissioni per promuovere il miglioramento della qualità dei tabacchi e della coltivazione. Un esempio virtuoso è stato il convincere i coltivatori a sottoscrivere assicurazioni contro la grandine, essendo il tabacco una delle piante agricole che maggiormente ne subisce danni.
