Chi lavorava principalmente nelle filande?
Nelle filande lavoravano, tra le 11 e le 14 ore al giorno, sei giorni alla settimana, principalmente donne e bambine, numerose provenienti dalla vicina Italia. Venivano impiegate già dai 9 anni perché potevano essere remunerate con uno stipendio minimo. La giovane età veniva giustificata affermando che erano necessari anni prima che imparassero il lavoro in modo sufficiente e che il loro impiego sarebbe terminato una volta sposate. Il lavoro in filanda rappresentò un fatto sociale molto importante perché offrì una delle poche occasioni di trovare un’occupazione e integrare i magri redditi dell’agricoltura alle famiglie contadine.
L’ambiente delle fabbriche era poco salutare per l’umidità, le pesanti condizioni di lavoro e la scarsa nutrizione che aveva gravi conseguenze soprattutto sulle più giovani. Durante il lavoro non era concesso loro parlare, ma potevano recitare il rosario e cantare dato che non causavano distrazione, permettendo di trovare un po’ di conforto nel ritmo serrato della fabbrica.
Quando nel 1877 entrò in vigore la legge federale sul lavoro in fabbrica, che vietava l’assunzione di operai sotto i 14 anni e riduceva a 11 le ore lavorative, in Ticino ci fu una grande opposizione e frequentissime infrazioni, tanto che per quasi vent’anni venne concessa una deroga che abbassava l’età a 12 anni. Al termine della deroga, nel 1899, la filanda Lucchini di Lugano, che impiegava più di 400 operaie, delle quali più di un centinaio di età tra i 12 e i 14 anni, ritenendo indispensabile assumere personale a basso costo per far fronte alla concorrenza italiana, trasferì la produzione vicino a Como, dove la legge permetteva ancora di assumere bambine dai 9 anni di età.
