Via Castello 3
CP 633
CH - 6855 Stabio

+41 (0) 91 641 69 90
museo@stabio.ch

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Giorni e orari di apertura:

ME       09:00 - 11:00       14:00 - 17:00
GIO      09:00 - 11:00       14:00 - 17:00
DO       09:00 - 11:00       14:00 - 17:00


Aperture fuori orario su prenotazione (50 CHF)

Chiuso i festivi ufficiali ( clicca qui  per l'elenco dei giorni e delle domeniche considerati festivi).


Chiusure stagionali:
- dal 1° luglio al 15 agosto compresi
- dal 23 dicembre al 6 gennaio compresi

Biglietti d'entrata:

adulti                                     7 CHF 
bambini fino ai 6 anni          gratuito
ragazzi fino ai 18 anni           4 CHF
AVS e studenti                       4 CHF
domiciliati                             4 CHF
soci del Museo                     gratuito
soci Raiffeisen                      gratuito


Visite guidate

 

per gruppi e scolaresche 
(massimo 25 persone)         80 CHF

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© 2018 -  Museo della civiltà contadina - Stabio

                graphic design: Monica Rusconi

La sala polivalente (1P) all'interno del Museo è uno spazio condiviso tra il Dicastero cultura di Stabio e il Museo della civiltà contadina. 
Vi si organizzano mostre temporanee (della durata di 1 o 2 mesi), conferenze e incontri.

19 gennaio - 1 marzo 2020

Vita da CAN...& GAT
Inséma da vint’ann

Esposizione proposta nell’ambito della mostra temporanea “Vita da cani”.

Mostra dedicata alla guggen di Stabio Can&Gat Carneval Band proposta in occasione dei festeggiamenti dei 20 anni di attività.
L’esposizione comprende fotografie, musiche, abiti, alcuni strumenti musicali e un piccolo spazio interattivo in cui vi è la possibilità di lasciare un ricordo carnascialesco della visita. 

14 settembre - 22 dicembre 2019

FEDELTÀ DI FERRO.
Composizioni metalliche canine di Aldo Giudici.

Aldo Giudici è originario di Stabio (1939) si è formato alla cattedra della natura. Dopo la laurea in medicina veterinaria presso l’Università di Zurigo, ha ricoperto importanti incarichi quale titolare della condotta veterinaria del Mendrisiotto, direttore del macello comunale di Mendrisio, docente presso la scuola agraria di Mezzana.


Il critico d’arte Dalmazio Ambrosioni così definisce l’opera di Giudici:
“Mentre guardiamo questi animali così esattamente definiti, ci vengono in mente fisionomie di uomini e donne, di uno scenario così fortemente vitalistico da indurre allo sguardo affettuoso. Tanto da dimenticare che non sono altro che ferri vecchi e parti di attrezzi assemblati, perché la maestria è tanta e così ben gestita che i ferri riacquistano vita e vigore, tali da sembrare nuovi di zecca. E anche gli animali, per non esser da meno, ritornano nel pieno possesso delle loro inconfondibili caratteristiche, proprio quelle per le quali si fanno amare. Ma per giungere a simili risultati, oltre a non comuni doti di artigiano, serve anche un’inconfondibile cifra artistica, che gli viene da quella che possiamo chiamare l’intelligenza del cuore.”