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Come si coltiva il tabacco?
La coltivazione del tabacco inizia con la semina in semenzaio o in vivaio, un luogo protetto e il più possibile sterile dove le piantine si sviluppano al riparo dal freddo, dagli insetti e dalle malattie. Il seme di tabacco è molto piccolo e delicato; per questo viene seminato verso metà marzo e bagnato anche due volte al giorno. Dopo circa due settimane le piantine germogliano e diventano abbastanza robuste.
Nel frattempo, in primavera, si prepara il campo: il terreno, già concimato l’autunno precedente, viene arato e livellato. In maggio si tracciano dei solchi con appositi rastrelli a tre denti distanti circa 80 cm l’uno dall’altro. Nei solchi, a distanza regolare di circa 60 cm, si trapiantano le piantine migliori scavando piccoli buchi con i cavicchi e inserendo le piantine, dopodiché il campo viene irrigato.
Durante la crescita, le piante richiedono numerose cure e attenzioni. Per evitare la crescita di erbacce si eliminano le zolle erbose con la sapadura, un attrezzo simile a un piccolo aratro. Si effettuano inoltre operazioni come zappatura, sarchiatura, concimazione e rincalzatura alla base delle piante. Altre cure importanti sono i trattamenti contro malattie e parassiti, la cimatura (rimozione dei fiori), la scacchiatura (rimozione dei germogli eccessivi) e la sfogliatura, tutte pratiche che aiutano la pianta a svilupparsi meglio.
Quando le piante maturano, si procede alla raccolta delle foglie, che avviene generalmente in tre o quattro passaggi successivi. Le foglie raccolte vengono poi messe a essiccare, una fase fondamentale per la produzione del tabacco.
