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Chi sono le sigaraie?
Sono donne e ragazze della campagna che apprendono la fabbricazione dei sigari. Venivano pagate a cottimo, ossia in base a quanti sigari riuscivano a produrre ogni singolo giorno. Il tirocinio durava circa due settimane e non percepivano una paga e consegnavano quanto prodotto alla sigaraia che aveva insegnato loro il mestiere così da compensare il tempo perso a istruirle. La mancanza di altre opportunità lavorative permetteva ai padroni delle fabbriche di mantenere le paghe basse, sotto la media nazionale. Una sigaraia per mille sigari (40 mazzi da 25 sigari), ovvero il ricavato di una giornata di lavoro, riceveva 3.60 CHF e la settimana lavorativa era di 45 ore. Non erano previste vacanze o assenze per malattia. Una volta finita la giornata di lavoro, spettavano loro le mansioni domestiche, la cura dei bambini e il lavoro nei campi e nell’orto. Il congedo per il parto non era retribuito e durava solo 6 settimane durante le quali la sigaraia era protetta dal licenziamento. Le donne, se potevano, dopo il parto smettevano di lavorare in fabbrica, e per quelle che dovevano tornare a lavorare era difficile trovare una sistemazione per il nascituro. Le sigaraie fecero diversi scioperi rivendicando adeguamenti salariali e miglioramenti delle condizioni di lavoro.
